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sabato 22 novembre 2008

Indie rock'n roll ?


dopo le schifezze presentateci da razorlight e kaiser chiefs, il buon disco dei bloc party e l'ottima opera seconda dei los campesinos, in questi giorni siamo in attesa del nuovo disco dei killers, day and age, che segue di due anni il deludentissimo sam's town. il singolo, human, non si capisce bene da che parte voglia andare, se riportare il gruppo di las vegas ai fasti dell'eccellente hot fuss oppure seguire la via più melodicamente banale di sam's town. vedremo.. e intanto aspettiamo anche il nuovo lavoro dei franz ferdinand, in uscita il 26 gennaio 2009, con la speranza che confermino il livello dei primi due ottimi album.

giovedì 13 novembre 2008

Friendly Fires - Friendly Fires


bene bene, un altro nuovo esordio nella scena indie inglese. come se non ce ne fossero già abbastanza. come se non apparisse un nuovo gruppo più o meno ogni 6 ore. e spesso gli esordi non valgono niente, o valgono il tempo di pochi ascolti e basta. i friendly fires non brillano di eccessiva originalità, frullano molte cose, i Bloc Party, Prince, i Talking Heads, forse anche i Franz Ferdiand. il problema è che di solito i frullati escono senza alcun sapore. come è per esempio il caso dei Klaxons. qui invece il sapore è decisamente invitante, i pezzi ottimi sono parecchi, da Paris a Jump in the pool a on board. l'atmosfera di già sentito è evidente, ma allo stesso tempo tutto funziona alla grande, convince e diverte. ottimo esordio. finalmente
7,5/10

sabato 8 novembre 2008

Ode to J. Smith - Travis


il ritorno della band scozzese, dopo solo un anno dall'uscita dell'ultimo album, è una sorta di parziale ritorno alle origini. la chitarra è molto più aggressiva del solito, il tentativo di evitare di scrivere pezzi eccessivamente melodici evidente, il risultato convince, anche se non del tutto. manca, ed è un'assoluta novità per i Travis, un singolo trainante, un pezzo che più di tutti rimanga in testa, e questo non è certo automaticamente un problema, si nota anzi un certo livellamento della qualità delle tracce, qualità non eccelsa ma comunque di livello. peccato che la seconda parte dell'album non sia all'altezza della prima, sia più banale e anche meno coraggiosa. Molto interessante il pezzo che conclude l'album, before you were young, bella la melodia di song to self, ma purtroppo si dimentica in fretta. Ode to J. Smith si può quindi promuovere, i Travis rimangono una band piacevolissima da ascoltare, peccato però che da quattro album a questa parte manchino gli acuti che potrebbero trasformare dei discreti album in prodotti ben migliori.
6,5/10

giovedì 6 novembre 2008

Slipway fires - Razorlight


noia e delusione, altro è difficile trovare nell terzo album in studio dei Razorlight. noia perché il disco è un susseguirsi continuo di canzoni molto simili tra loro e, a tratti, anche piuttosto irritanti. delusione perché il primo disco dei Razorlight era un ottimo disco indie, e le speranze per una carriera ben diversa erano assolutamente lecite. qui non si capisce che direzione si voglia prendere, se si tratti di un album indie o si punti a un mercato decisamente più vasto. quel che è sicuro è che c'è una continua ricerca della melodia, che non viene trovata spesso e che il risultato non convince se non, in modo molto parziale, in pochissimi pezzi. difficile avere voglia di riascoltarlo molte volte..
3,5/10

martedì 4 novembre 2008

Intimacy - Bloc Party


non è semplice ascoltare il nuovo disco di una band da cui ti aspetti sempre tantissimo, nonostante il secondo album, a weekend in the city, non fosse certo all'altezza del disco di esordio, silent alarm. a weekend in the city era un disco in cui il gruppo aveva cercato di cambiare molto rispetto all'esordio, pezzi più tranquilli e molto meno forsennati. il risultato era stato inferiore alle attese, pur essendo un disco sicuramente di buonissimo livello. intimacy arriva dopo che la band aveva pubblicato un singolo, flux, che già dimostrava un deciso cambio di marcia rispetto al secondo album. molta più elettronica, chitarre molto più muscolari, ritmo decisamente più veloce. e intimacy segue questa strada, anticipato da mercury, primo singolo, e uno dei pezzi migliori mai scritti da okereke e co. intimacy dopo vari ascolti supera ogni perplessità iniziale, riporta la band ai livelli di silent alarm, forse le fa fare un ulteriore passo in avanti. oltre mercury funzionano anche molti altri pezzi, da ares a one month off. I pezzi più lenti e melodici sono forse quelli meno riusciti, ma decisamente non si avverte la leggera ripetitività che caratterizzava in parte a weekend in the city.
8/10

This is a fix - The automatic


orecchiabile, poco più, il secondo lavoro del gruppo gallese. le melodie sono sicuramente coinvolgenti, il ritmo è più che discreto, ma a mancare completamente è l'originalità che, a dire il vero, era decisamente mancata anche nel disco di esordio, not accepted anywhere. quello che rimane è un disco che non coinvolge oltre i primi ascolti, e la conferma, se qualcuno avesse avuto qualche dubbio, che probabilmente gli automatic non diventeranno mai una grande band.
5/10

Funhouse - Pink / One of the boys - Katy Perry


ogni tanto fa piacere addentrarsi anche nella musica pop. capita piuttosto spesso che le grosse produzioni alle spalle di questi artisti riescano a costruire alcune melodie piuttosto accattivanti. quello che però spesso colpisce è la pochezza dei pezzi messi nell'album per riempire lo spazio lasciato dai singoli, che si sentiranno per mesi e mesi nelle radio e monopolizeranno l'interesse degli ascoltatori. sia funhouse che one of the boys non fanno eccezione, anche se probabilmente l'album di pink convince di più, grazie ad una serie di pezzi piuttosto orecchiabili per vari ascolti. di livello bassissimo sono invece i pezzi più melodici.l il disco della Perry, lanciata come nuova madonna, e già al centro dell'attenzione mediatica americana, ha all'interno un paio di buonissimi potenziali singoli,
ma il resto è tranquillamente da cestinare senza pensarci un attimo.
pink 5/10.
perry 3/10

A Million Hundred Suns - Snow Patrol


piacevole è sicuramente piacevole il nuovo disco della band scozzese. peccato che dopo l'ottimo eyes open ci aspettassimo sicuramente qualcosa in più, non certo il compitino molto ben fatto. ripetitivo, con belle melodie, accompagna ma non entusiasma ed è un deciso ritorno dalle parti di final straw, altro disco caratterizzato da alcuni ottimi pezzi ma da una certa noia di fondo. peccato, ma non è certo da buttare.
5,5/10

The Vines - Melodia


l'avvio della carriera era stato decisamente promettente. highly evolved era stato uno dei dischi più sorprendenti dell'estate 2002. peccato che tutto il buono che il gruppo avesse da dare si sia fermato in quell'unico disco. da allora la parabola è stata decisamente discendente, fino a melodia, un disco che sarebbe già troppo definire brutto. canzoncine tutte uguali, nessuna trovata originale, il solito ripetuto tentativo di rifare le stesse canzoni dell'album d'esordio. terribile.
2/10

domenica 2 novembre 2008

Dig out your soul. Oasis


buon ritorno sulla scena per gli oasis, con quello che è forse il loro miglior album dai tempi di Be Here Now. il fatto che ci sia maggior partecipazione nella scrittura dei pezzi sta sicuramente aiutando il gruppo di Manchester anche nel tentativo di trovare un sound diverso e più ricercato.
7/10

sabato 1 novembre 2008

Cease to begin. Band Of Horses


gran bel disco il secondo dei band of horses. cease to begin, definito da Nme come un disco di rock intelligent, jangly e folkish, ci mette un paio di ascolti a entrarti in pieno in testa, ma una volta entrato conquista alla grande. folk, rock, pop, il genere non è importante, certo tanta tradizione americana si sente, ma il tutto in chiave molto moderna. sufjan stevens è probabilmente un gradino più in alto ma il trio di seattle si merita davvero tanti complimenti..
7/10